Fotografia · · 5 min di lettura
La luce di Cerignola e la magia dei dettagli: raccontare le nozze attraverso le foto

Quando sono a un matrimonio, la prima cosa che faccio non è accendere la macchina. È alzare gli occhi e guardare la luce. Da noi, sul Tavoliere, ha un carattere preciso: al mattino è chiara e limpida, a mezzogiorno si fa dura, e verso sera diventa dorata, calda, quasi tattile.
È quella che fa la differenza tra una foto bella e una che ti fa venire il nodo in gola.
La luce che abbiamo
Il mattino
È il momento della preparazione. La sposa vicino alla finestra, la luce morbida sul vestito, il velo che si muove. Se potete scegliere la stanza dove vi preparate, preferite quella con più luce naturale.
Il primo pomeriggio
È la luce più dura, con ombre decise. Non è nemica, basta sapere dove stare: sotto un portico, in un vicolo, in un cortile. Se potete, programmate la cerimonia e il pranzo in questo momento e lasciate i ritratti per dopo.
Il tardo pomeriggio
Quella che aspettiamo tutti. Intorno alle sei o sette d'estate, un po' prima d'autunno, la pianura si accende e anche i muri più semplici diventano oro. Cercate di lasciare almeno venti minuti agli sposi per uscire da soli: valgono più di tutte le foto di gruppo.
I vicoli e le chiese
Il centro storico di Cerignola e dei paesi vicini ha pietre chiare, portoni scuri, scalinate, archi. Sono sfondi bellissimi per ritratti eleganti. Una coppia che si abbraccia sui gradini di una chiesa, con la luce di fine giornata che sfiora la pietra, è un'immagine che non ha bisogno di aggiunte.
I dettagli che dicono tutto
Le mani che si cercano, le fedi, il bouquet, le scarpe, il velo appoggiato, la lettera, la bomboniera. Sono le piccole cose a cui nessuno pensa durante la giornata e che, tra anni, diventeranno il modo più rapido di tornare a quel momento.
Portate al fotografo gli oggetti importanti: gioielli di famiglia, un invito, una lettera. Dite cosa significano: quando si conosce una storia, la foto è diversa.
Non vi servono pose
Camminate, respirate, guardatevi. Ridete se vi viene da ridere. La luce fa il suo lavoro, io faccio il mio, e a voi resta solo da vivere il momento. Le foto più riuscite nascono quando smettete di pensare alla macchina.
Se ne vogliamo parlare
Se volete capire come sfruttare al meglio le ore della giornata e i posti del vostro matrimonio, scrivetemi. Ne parliamo con calma, e magari andiamo insieme a vedere come cade la luce nei luoghi che avete scelto.


